VINCERE E’ IMPORTANTE, MA…

FRANCO BUCCINO

Il calo di affluenza a questa tornata elettorale, atteso dappertutto, è ancora più temuto in Campania, forse per l’assenza di un catalizzatore di voti come De Luca, e forse per l’assenza di un leader riconosciuto. Non lo sono al momento, certo, Fico e Cirielli. Forse vinceranno il centrosinistra e Fico, per quel poco che ancora resta in piedi della vecchia macchina elettorale.

Di sicuro, dal giorno dopo, la vera battaglia politica avrà per tema: come attrarre quote di quel 50 e più per cento di elettori che non vanno a votare. La domanda sarà: su che cosa saremmo disposti a mobilitarci e andare a votare?

A livello nazionale si potrebbe puntare sugli anziani, che si apprestano a diventare la maggioranza della popolazione chiamata a votare, o su un partito che punti esplicitamente sulla sanità, o ancora mettendo nel programma, magari all’ultimo momento, un condono edilizio o un superbonus. E così via…

La proposta a cui sto pensando è diversa, è di tipo territoriale, almeno apparentemente. Nasce da lunghi anni di vita sindacale, soprattutto nella scuola, e di vita associativa nel Terzo Settore. In tutti questi anni, in tutte le classifiche territoriali, quelle compilate dall’Istat per intenderci, le “maglie nere” sono sempre andate alla mia regione, la Campania. E se non ultima, allora penultima, prima della Calabria. E sistematicamente, insieme a tutte le regioni del Sud, nelle ultime posizioni.

Queste classifiche territoriali riguardano tutto. Nella scuola gli ultimi posti rispetto a ogni parametro: edifici laboratori e palestre, tempo pieno, trasporto scolastico per alunni disabili e non, il diritto allo studio in tutte le versioni. Allo stesso modo ultimi nella salute, nella qualità della vita, nel pil e nel reddito pro capite, occupazione e industrializzazione, nella malavita organizzata, nel numero di pistole e coltelli tra i ragazzi che escono la sera, ecc. ecc.

Il “cambio di paradigma” resta un sogno. Le maglie nere che avevamo, continuiamo ad averle. Gli asili nido non li abbiamo avuti quando ne avevamo bisogno, noi in quegli anni la popolazione più giovane d’Italia. Nella sanità risorse più significative erano assegnate in base agli anziani: ora che siamo meno giovani, hanno modificato i criteri. La “spesa storica” ci ha condannati per decenni e decenni; ora è messa in discussione, ma nessuno parla di recupero, di risarcimento dei danni e torti subiti. Al contrario, hanno scoperto proprio oggi l’autonomia differenziata, nascosta nelle pieghe della Costituzione, pensata, immagino, con altri obiettivi e finalità.

Per tornare alla proposta, essa è diretta all’intera popolazione, della Campania e delle regioni del Sud. Le maglie nere riguardano tutti: tre anni di vita in meno, un anno in più per completare gli studi, una qualità della vita mediocre se non pessima. Riguarda il ricco e il povero, chi non si cura più e chi si rivolge alla sanità privata, chi abita nelle periferie e chi risiede in posti esclusivi.

Proviamo a unirci tutti i cittadini. Il programma per le elezioni, amministrative e politiche, lo diamo noi ai partiti politici: ridurre progressivamente le maglie nere, risalire le posizioni in classifica. Vanno bene pure gli ex aequo… Non sentiremmo più la sera nel telegiornale: “Questo è un altro impegno mantenuto, di quelli che avevamo assunto con gli italiani”. Ci basterà scorrere i dati pubblicati dall’Istat per vedere se è vero.                                                        Penso che con questa proposta, e con tutti gli adattamenti (senza però stravolgerla), aumenterebbe il numero dei votanti, e, di conseguenza, il livello della democrazia!

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