di Franco Buccino
REPUBBLICA NAPOLI 05 FEBBRAIO 2026
Sabato pomeriggio, mentre Rai1 annuncia per lunedì l’ultima puntata de “La Preside”, Rai3 sta replicando Report di Sigfrido Ranucci e in particolare “Dietro la cattedra”, l’inchiesta dedicata alla scuola. Centinaia di persone si avviano alla stazione di Aversa verso le cinque del mattino, destinazione Roma, per una breve supplenza, forse. Succedeva già trentacinque, quaranta anni fa. Oggi magari con le Frecce, per chi può permetterselo. Racimolare giorni di supplenza per anni; prendersi una seconda laurea; fare, a pagamento, corsi di perfezionamento, di specializzazione; servizio militare o quello civile, numero dei figli, partecipare più volte a tutti i concorsi, ecc. Non è cambiato quasi niente, o meglio sono arrivati i titoli di sostegno. E con questo titolo è uscito fuori, per tanti episodi, quello che è un vero e proprio mercato: sia quello clandestino, sia quello legale con intraprendenti università private e pubbliche.
Ma per la disperazione di tanti precari e, soprattutto, per quanti lucrano sulla loro pelle, si sono messi in tanti, nel corso di tutti questi anni e oggi ancora di più, il codice penale sotto i piedi. Falsificato documenti, titoli di studio, certificati di servizio, certificati invalidità per usufruire della “riserva”. Sarebbero arrivati a volte a modificare posizioni e punteggi nelle varie graduatorie. Nonostante tutto, alla fine si passa di ruolo. Nonostante le immissioni in ruolo nel corso degli anni, il precariato è più “florido” che mai. I trecentomila, e più, supplenti annuali, tra docenti e Ata, alimentano questo esercito. Certo, se precari con tanti sacrifici maturano anni di servizio, devono avere quello che gli spetta, ma bisogna forse spezzare questa catena. Allora, ecco alcune possibili soluzioni: si è titolari in una scuola, non si ripetono tutti gli anni le snervanti operazioni di trasferimenti e assegnazioni, che svuotano le scuole del Nord col rischio di creare soprannumero al Sud. Si crea un organico d’istituto, in cui si è titolari per classe di concorso e/o per ambito disciplinare. Di norma la scuola con il suo organico potenziato deve far fronte a tutte le sostituzioni e attività integrative. Il Contratto di lavoro deve permettere a tutte le figure di fare la loro parte.