Maleventum per la ministra Fedeli

Franco Buccino
Sarebbe rimasto poco conosciuto un convegno a Benevento dal titolo “Diritti uguali fra diseguali”, organizzato dalla Flc Cgil, nonostante la partecipazione del Ministro della Pubblica Istruzione. Se non fosse successo che, a fronte della protesta di una cinquantina di studenti fuori dall’Auditorium, la ministra è uscita e si è seduta sulle scale a parlare con loro. E la foto della ministra in quella insolita posizione ha fatto il giro dei social, informazione on line, stampa. Quel che non si sa del convegno è che, dopo, la ministra è rientrata per un attimo nella sala e poi è andata via, insalutata ospite, lasciando nello sconcerto organizzatori, autorità locali e partecipanti al convegno.
E si è scatenata la polemica, apparentemente sulla cattiva organizzazione del convegno, ma in realtà contro la Cgil, e in particolare, la Flc, che sosterrebbe la Buona Scuola e la Fedeli. Per fortuna c’erano gli studenti che protestavano… Triste destino quello degli studenti: o gli si dà addosso, o li si strumentalizza. Qual è la verità? Conosco abbastanza bene i compagni della Flc di Benevento: precisi, scrupolosi, preparati, critici a volte con il sindacato, figuriamoci con il governo! I temi del convegno erano sufficientemente ampi e impegnativi, soprattutto per chi doveva dare risposte, come il dimensionamento della rete scolastica regionale, il fondo di funzionamento ordinario dell’università, il diritto allo studio.
Hanno sicuramente organizzato il convegno coinvolgendo tutti quelli che hanno a che fare con il mondo della scuola e dell’università, a cominciare dagli studenti e dai lavoratori della conoscenza, e poi i rappresentanti delle istituzioni e degli uffici scolastici, delle amministrazioni locali e della Regione, la Cgil e gli altri sindacati. Hanno richiesto la partecipazione del Ministro per coinvolgerlo e impegnarlo rispetto alle risposte che avrebbe dato. Non per amore delle passerelle, delle tv e dei giornali che accorrono e intervistano, come qualche volta avviene altrove. Insistendo un po’ troppo perché la ministra fosse presente. Con qualche ingenuità, che altrove non avrebbero avuto.
Arriva il gran giorno del convegno. Immagino che il Ministro nell’ascoltare le relazioni di merito s’innervosisca e capisca che le cose si mettono male per lei e per il governo. Parlare di dimensionamento a Benevento significa rivendicare il diritto allo studio per tutti, significa parlare di deroghe al numero di alunni per classe, significa parlare di organici, di strutture, di mense e servizi, di trasporto scolastico, a cominciare da quello per i disabili. E poi c’è l’università e il conservatorio. Nel Sannio hanno diritto alla formazione completa e anche all’eccellenza, superando parametri nell’attribuzione delle risorse solo economicistici e privatistici. Tutto ciò che in gran parte manca e che condanna dei diseguali a non avere diritti uguali. Appunto.
Allora al Ministro è sembrata provvidenziale la scappatoia della protesta, dirigendosi “decisa” verso gli studenti. E con la trovata della seduta sulle scale ha superato sé stessa: ressa di fotografi, cineoperatori, giornalisti, forze dell’ordine imbarazzate. Soddisfatta, è rientrata nella sala, forse a prendere la borsa, ed è andata via, forse per improcrastinabili impegni precedentemente assunti.
Non sappiamo se ha risposto alle domande e alle rimostranze delle due studentesse contro l’alternanza scuola lavoro: pare che si sia fatta invitare presso le loro scuole per accertare e spiegare. Di sicuro non ha risposto alle domande e ai problemi della scuola e dell’università sannita, come testimoniano tutti i presenti al convegno. Assumendosi una grave responsabilità politica. Per lei Benevento torna ad essere Maleventum.

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