L’ALLEANZA TRA IMPRESE E TERZO SETTORE

Franco Buccino
(Repubblica ed.Napoli 2/11/2021)

Si è conclusa venerdì la nona edizione del Salone mediterraneo della responsabilità sociale condivisa. Quest’anno al Mann: non una semplice “location”, ma un luogo che ha offerto spunti, esperienze e perfino prospettive al tema della responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società.
La divisione nei tradizionali tre settori (Pubblico, Privato, Terzo Settore), se ha fatto chiarezza sulla divisione dei compiti, ha anche creato la falsa idea di tre compartimenti stagno. Lo dimostra la classica definizione del Terzo Settore: non risponde al mercato, ma non è un’istituzione pubblica. Insomma, non ha a che fare con il business, né con lo Stato.
Per fortuna, la Riforma del Terzo Settore, giunta a un punto cruciale della sua attuazione, ha fatto chiarezza, precisando, i punti di incontro tra questi settori.
Pensiamo, per esempio, al ruolo riconosciuto agli enti di TS di poter programmare e progettare con il Pubblico. Da un ruolo non solo subalterno, ma secondario e di mera attuazione secondo rigide disposizioni, a un ruolo comprimario di chi conosce bene i bisogni delle persone, ha le necessarie competenze e maturato un’adeguata esperienza.
A me sembra ancora più rilevante l’incontro tra gli enti del Terzo Settore e il mondo delle imprese, il Mercato, tra profit e non profit, come si dice, forse, con qualche approssimazione.
In una sorta di percorsi di crescita paralleli, come il TS ha maturato autorevolezza e autonomia, un ruolo che potremmo dire politico, così è cresciuta l’attenzione delle imprese verso comportamenti sensibili nei confronti del territorio, dell’ambiente e dell’etica. E così hanno scoperto che comportamenti etici e responsabili non solo convivono con la crescita economica e il business, ma qualificano anche il lavoro dell’azienda, l’identità e la reputazione. È questa la Responsabilità Sociale di Impresa.
Le aziende socialmente responsabili si incontrano naturalmente con gli enti di Terzo Settore, aprono un dialogo con essi, creano occasioni di confronto. Nella realtà sociale di oggi è importante costruire e consolidare legami. Il futuro del Welfare sociale, dell’attenzione al territorio e ai suoi bisogni potrà reggersi solo con il dialogo e la collaborazione fra i vari attori.
La responsabilità sociale ha bisogno di essere condivisa. E la condivisione di buone prassi, di progetti comuni, potrà lasciare, come si dice, un’impronta etica sul territorio, tassello importante per raccontare la storia di una generazione.
Tornando alla responsabilità sociale, una forma sempre più diffusa fra le aziende è il Volontariato d’Impresa. Che si riferisce ad attività di volontariato promosse e/o organizzate da un’azienda e svolte dal personale durante l’orario di lavoro o in sostituzione dello stesso.
E’ una modalità sempre più scelta dalle aziende per esprimere il proprio impegno per la comunità. E quando l’impresa, con i suoi dipendenti, entra nel sociale, si sviluppano benefici condivisi per l’azienda, per i dipendenti, per le reti territoriali nelle quali è inserita, per tutta la comunità locale.
In un suo famoso documento del 2018, il manifesto sulla Responsabilità Sociale d’Ipresa per l’industria 4.0, la Confindustria propone ai soci, tra i punti di un decalogo, quello di consolidare la partnership: promuovere lo sviluppo di partnership pubblico-privato, e con il Terzo Settore.
[Il volontariato d’Impresa è il vero ponte tra profit e non profit. È qui che entra in azione il Csv. Lo dice esplicitamente, del resto, il Codice del Terzo Settore: i Centri di Servizio per il Volontariato non solo operano per “promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari negli enti del Terzo Settore”, ma si occupano di promozione, orientamento e animazione territoriale, “facilitando l’incontro degli enti di Terzo Settore con i cittadini interessati a svolgere attività di volontariato, nonché con gli enti di natura pubblica e privata interessati a promuovere il volontariato”.
Il Csv di Napoli, al di là di qualche sporadica esperienza, ha deciso di sviluppare un’azione importante relativa al Volontariato d’Impresa, con i due strumenti di cui dispone, la promozione e il supporto.
Esplorare intenzioni, attitudini e motivazioni verso il Volontariato d’Impresa e le variabili organizzative delle imprese del territorio locale; sviluppare esperienze pilota; elaborare linee guida per la promozione di tale attività. Supportare lo sviluppo di progetti; assicurare un filo conduttore condiviso fra aziende e organizzazioni no profit; sostenere attività di formazione, comuni. anche presso le aziende; offrire supporto organizzativo per la gestione di eventi, come la giornata del volontariato nell’azienda, ma anche sul territorio.
L’obiettivo vero è un modello di sviluppo territoriale che invita tutte le parti integranti di una comunità (cittadini attivi, enti profit e organizzazioni non profit, istituzioni), a tener conto degli interessi collettivi nel perseguimento dei propri obiettivi e a rendere conto in modo trasparente delle proprie attività al fine di creare un sistema di fiducia reciproca, credibilità e affidabilità, propedeutico alla costituzione di una società equa, coesa ed inclusiva].

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