Le verità del video sullo scippo

Franco Buccino

 

Del video sullo scippo, che stanno vedendo migliaia e migliaia di persone, si incominciano a dare varie letture e interpretazioni. Com’è normale che sia. Nelle immagini alcuni elementi sono chiari e inequivocabili: via Capitelli a ridosso di piazza del Gesù, lo scippatore sullo scooter che trascina a terra la signora con feroce determinazione, l’uomo di colore che interviene a più riprese. Sul comportamento delle persone presenti nella strada i giudizi si dividono. Le letture che si stanno dando sono, nell’ordine, la prima un po’ folkloristica, subito corretta da una seconda più genericamente sociologica, una più specifica sulla sicurezza, l’ultima, ai tempi della crisi, più, diciamo, di tipo sociale.

 Nella prima si sono favoriti alcuni elementi tipici della “napoletanità”. Sembra uno scotto da pagare per dare risalto nazionale e internazionale a ciò che capita a Napoli. Il primo, via Capitelli è divenuto uno dei vicoli di Napoli, tipo Quartieri Spagnoli e Sanità, mentre in realtà è una via importante che collega piazza del Gesù con via S. Anna dei Lombardi e quindi con via Toledo; non ci sono bassi e neppure tanti residenti; ci sono invece esercizi commerciali, qualcuno storico, due mendicanti di colore (a poca distanza l’uno dall’altro) che si rivolgono con fare accattivante e disinvolto alle tante persone di passaggio. Il sabato e la domenica soprattutto ai tanti turisti (il fatto è avvenuto di sabato alle 13.00 circa). Il secondo, i passanti o meglio, i presenti hanno in qualche modo prese le parti dello scooterista, si sono preoccupati per lui, l’hanno coperto o sono stati omertosi: ciò in aggiunta al vicolo di cui prima. Non è come quando al rione Villa di San Giovanni donne e parenti assalgono l’auto della polizia che cerca di portar via uno spacciatore, ma insomma.

Il sospetto con cui alcuni presenti hanno guardato l’uomo di colore, per un po’ con la borsa della signora, ci introduce invece alla seconda lettura o interpretazione, quella sociologica. La prima, quella folkloristica, è durata “lo spazio d’un mattino”, giusto per far colpo. Successivamente si è pensato che la gente che ha assistito allo scippo, sia rimasta indifferente: indifferenti persino alla signora sbattuta a terra. Viviamo tempi difficili, è meglio non essere coinvolti, far finta di non vedere, essere rassegnati a ogni forma di violenza, sperando che non riguardi noi. Non la pensano tutti allo stesso modo: una sola persona, nientedimeno mendicante e di colore, due attributi che rendono ancora più eccezionale la cosa, interviene deciso e fino alla fine non si rassegna a veder andar via lo scippatore. Il nostro sindaco che ama essere protagonista con i protagonisti, subito lo ha pubblicamente elogiato, il mendicante Benjamin. In realtà molti passanti sicuramente non si sono resi ben conto di quanto avveniva, mentre il mendicante, che scruta bene le persone, ha capito quello che avveniva e, con coraggio e senso civico, ha deciso di intervenire.

Ma il sindaco si è preso anche molte critiche, perché ha elogiato Benjamin, e poco ha detto sulla sicurezza della città. Che è un tema molto caro ai cittadini. Qualcuno dice che bisogna mettere in sicurezza il centro storico, in particolare i luoghi frequentati dai turisti. Lo dicono soprattutto i commercianti. Altri dicono che pochi posti del centro sono supercontrollati: centinaia di vigili urbani, sia pure con le casacche senza divisa, decine di poliziotti, di carabinieri, soldati con le camionette. Sarebbe il caso di estendere il sistema di sicurezza anche agli altri posti del centro e soprattutto delle periferie. Il sindaco farebbe bene ad intervenire anche nelle zone dove non c’è copertura mediatica.

Altrimenti, impunemente, uno scippatore con il suo scooter parte dai quartieri, arriva a via Capitelli, fa il colpo e se ne torna. Sempre impunemente. A meno che non si imbatta in cittadini coraggiosi, il mendicante e il commerciante che ha fornito la registrazione della telecamera di sorveglianza. Ma perché per gli scippi si lasciano i quartieri e si sconfina in piazza del Gesù, oltre la tradizionale adiacente via Toledo? Secondo un’ultima interpretazione, siamo così immersi nella crisi, soprattutto nella città di Napoli, per cui si superano i tradizionali limiti. Come gli orsi, i lupi, altri animali, per via della neve si avvicinano ai centri abitati alla ricerca di cibo, così gli scippatori, e non solo, oltrepassano i confini. L’elenco sarebbe lungo. Ma questa città come può vivere con tassi di disoccupazione normale e giovanile alle stelle, le ultime imprese che chiudono, servizi sempre più insufficienti e di pessima qualità.

E, mentre ci dibattiamo in così tragici problemi, tanti ci guardano con indifferenza o fanno finta di non vederci.

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