Volontariato quanti ostacoli in Campania

Franco Buccino

Una notizia che lascia sgomente e senza parole le tante associazioni di volontariato di Napoli e della Campania: la programmazione di alcune attività da parte dei Centri di servizi per il volontariato, destinate a loro, per un valore di circa trecentomila euro, è stata bocciata dall’organismo territoriale di controllo. La somma rischia di tornare al fondo unico nazionale.

Le associazioni di volontariato, insieme con i volontari di tutti gli enti del Terzo Settore, sono le protagoniste della lotta alla pandemia che ci ha colpito. Come medici e infermieri negli ospedali, così loro per le strade e nelle case delle persone, soprattutto anziane, bisognose di generi alimentari, farmaci, assistenza, conforto e compagnia. I volontari sono riconosciuti, apprezzati ed amati anche nelle nostre terre.

Nella loro attività sono supportati con ogni tipo di servizi, dai Centri di Servizio al Volontariato: i Csv, a loro volta finanziati dalle Fondazioni di origine bancaria.

La riforma del Terzo Settore ha riconosciuto e fortemente consolidato il ruolo dei Csv. E ha previsto un organismo nazionale di controllo (Otc) nei loro confronti, articolato a livello territoriale.

Organi di controllo, certo, ma soprattutto di indirizzo, e quindi di sostegno ai Centri, di facilitatori della loro azione.

Purtroppo, l’Otc di Campania e Molise, almeno nella maggioranza dei suoi componenti, interpreta nel modo peggiore il suo ruolo, in termini burocratici e autoritari.

Per cui la programmazione che gli altri Otc hanno approvato a gennaio, il nostro l’ha fatto, e solo parzialmente, a giugno. Ha ancora trovato da ridire sulle “correzioni” apportate e perfino sulla rimodulazione di una parte della programmazione del Csv di Napoli, derivante dagli effetti della pandemia.

Un programma di formazione sui nuovi strumenti tecnologici, largamente diffusi in questa fase di emergenza, per la comunicazione, la formazione, l’organizzazione del lavoro, a distanza.

Fornire anche alle associazioni, ad alcuni volontari conoscenze, far acquisire competenze, aiutarli ad avere a disposizione piattaforme.

Un’esigenza molto sentita nel Terzo Settore in questa fase per niente conclusa di emergenza Covid. Ebbene l’Otc Campania Molise, attraverso la maggioranza dell’organismo, l’ha ritenuta “non ammissibile” perché non è conforme alle linee guida.

Con questo modo di procedere dell’Otc, tra burocrazia e convinzione di essere i padroni delle ferriere, il volontariato a Napoli e in Campania rischia di uscire fortemente ridimensionato.

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