Inutili, dannose e controproducenti esibizioni di muscoli nel mondo del Terzo Settore

Due episodi tristi, e apparentemente slegati, nel mondo del Terzo Settore campano.

Il primo: i Csv della Campania, anche per partecipare all’assemblea elettiva nazionale del sistema dei Csv, hanno costruito in fretta e furia il loro Csv net regionale. Hanno aderito Napoli, Benevento-Avellino, e Caserta. Pronti atto costitutivo e statuto. Quest’ultimo da subito contestato dagli stessi sottoscrittori: ma bisognava fare in fretta.

Con questa specie di statuto alla mano, i presidenti dei Csv di Benevento/Avellino e di Caserta, con un colpo di mano, mettono in minoranza il presidente del Csv di Napoli. E cambiano il designato unanimemente dall’assemblea regionale al Csv net nazionale, il presidente di Napoli appunto, con il presidente del Csv di Benevento/Avellino. Quelli che, insieme, hanno poco meno del 25% pretendono di rappresentare l’intera Campania!

Uno statuto da rifare: ieri, in una riunione per “ricucire”, tutti lo hanno detto e preteso. Ma dinanzi alla richiesta dei rappresentanti di Napoli, di azzerare quello che era stato fatto in nome di questo sciagurato statuto, gli altri due Csv si sono, al momento, rifiutati. Un atto provocatorio e di sopraffazione della presidente del Csv di Caserta con il suo fedelissimo collega di Benevento.

E mentre lei giurava di essere per la concordia e per l’inclusione, veniamo a sapere che ha da poco mandato una lettera all’Auser di Caserta. In due righe e mezzo comunica all’associazione la decadenza dalla qualità di socio del Csv di Caserta.

Anche qua, statuto alla mano, Auser Caserta non ha partecipato alle ultime riunioni e non si è giustificata. Non c’era bisogno, evidentemente, di convocare il legale rappresentante di un’associazione di anziani al tempo della pandemia, di verificare se ci fossero stati cambiamenti nei vertici. Non c’era bisogno di considerare che l’Auser di Caserta è un socio fondatore del Csv; che è una delle associazioni più attive e operative, in tempi normali; che promuove e pratica a Caserta l’invecchiamento attivo; che si batte, come dovrebbero fare anche altri, per la legalità. In una terra martoriata dalla malavita, che sta tentando di recuperare beni a lei confiscati anche con la creazione di associazioni posticce.

Nonostante questo momento buio, io sono convinto che le ragioni, la vocazione e gli ideali del Terzo Settore e dell’associazionismo presto prevarranno. Che in Campania si consoliderà un sistema di Csv net regionale con strumenti adeguati di democrazia e di rappresentanza. Che Auser Caserta sarà riammessa tra i soci del Csv di Caserta con le scuse di chi ha preso questa improvvida decisione. Che scomparirà ogni zona d’ombra nel mondo del terzo settore. E che si perderà il vizio di scimmiottare quelli che esibiscono i muscoli.

(Stona sempre, ma nel Terzo Settore è intollerabile).

F                                                       ranco Buccino


Napoli, 22 luglio 2021

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