Un programma di sinistra parla a tutti

Franco Buccino

Repubblica ed. Napoli, 2 agosto 2022

Fine anticipata della legislatura e nuove elezioni a settembre. E la Sinistra? Se ne discute molto su questo giornale. La Sinistra deve essere riconosciuta dagli elettori per un programma chiaro nei suoi punti essenziali. In un recente editoriale Ottavio Ragone fornisce diversi spunti sui quali riflettere, da approfondire, chiarire: per poi rilanciarli come punti importanti di un programma.

La prima cosa è parlare a tutti. I temi più importanti oggi riguardano tutti. Ragone parte con la sinistra che prende a cuore il destino dei più deboli, i poveri, com’è logico che sia; ma poi fa degli esempi che si applicano a gran parte della popolazione, se non a tutti. I trasporti, la sanità, la qualità della vita. Il pianeta condannato all’autodistruzione forse è un problema anche per chi ha un buon stipendio o una pensione non da fame, di uno che magari non ha avuto neppure i “duecento euro”. O no?

Da questo punto di vista la sinistra deve rappresentare tutti, deve parlare a tutti, tutelare tutti. E lo dice uno, il sottoscritto, che è stato ed è di Sinistra, sempre. Da Lettera a una professoressa al Sessantotto, ai gruppi spontanei, alla Cgil, al Pci (dopo lo scambio epistolare Berlinguer-Bettazzi, ma soprattutto dopo che mi convinsi che la Sinistra doveva governare e non stare solo all’opposizione). E lo dice uno che, con tredici anni in distacco di attività sindacale e dodici anni di impegno a tempo pieno nel Terzo Settore, ha avuto un riconoscimento economico aggiuntivo di circa quaranta euro! Hai un buon stipendio, hai una buona pensione, mi dicevano più o meno scherzosamente i miei compagni. Anche quelli che non si sa come e perché, partiti con stipendi più modesti, si sono trovati con una pensione superiore alla mia!

Non tutti sono “fedeli” agli ideali così come un gruppo di noi, sempre più esiguo. Ma chi, oggi, si trova fuori dal programma e dagli obiettivi della Sinistra, perché dovrebbe votarla alle elezioni? E di fatti non lo fa, magari non andando a votare. Voglio solo dire che la Sinistra deve rappresentare tutti con meno ipocrisia, e difendere le persone in difficoltà con decisione e con determinazione, con le misure giuste, che non sempre sono popolari.

Ho pensato a lungo su queste cose, in questi anni di pandemia e ora di guerra, sempre di crisi. E di sussidi. Si sa, i sussidi sono lo strumento dell’assistenzialismo: che a sua volta è lo strumento per solidificare le differenze sociali, perché è inadeguato e a termine; che è lo strumento per creare consenso verso chi governa, perché incentiva abusi e furbizie.  Soprattutto quando si utilizzano risorse destinate a misure strutturali. Questo discorso non vale solo per i cittadini in difficoltà, ma anche per le imprese: i meccanismi politici sono gli stessi, così pure le conseguenze.

Lo so che siamo in piena campagna elettorale, che le elezioni bisogna vincerle, che le alleanze sono fondamentali. Ma possibile che dobbiamo aspettare, per esempio, che Calenda decida con chi stare. La gente lo ricorda quando tra due ali di comparse andò a prendersi la tessera del Pd per fare il ministro. E quando la restituì per altre convenienze. Le alleanze ci permettono voti in più, ma, spesso, ce ne tolgono altri, magari di elettori di Sinistra. Così come alleanze anomale non consentono alla Sinistra di fare politiche di Sinistra.

E il discorso torna sul programma. Un programma che cominci dal tema della sopravvivenza della Terra, e con essa di figli, nipoti e pronipoti. Un programma che con coraggio sia rivolto a tutti, che comprenda i diritti di tutti, come i trasporti e la sanità, l’istruzione per tutte le età. Un programma che miri a ridurre ed eliminare le differenze sociali. Con il contributo di tutti. Non certo con i sussidi o con le patrimoniali, ma con gli strumenti che prevede e impone la nostra Costituzione.  

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