Anche a Napoli la popolazione invecchia

Franco Buccino
Anche a Napoli la popolazione invecchia. Il fenomeno è cominciato in ritardo rispetto ad altri territori, ma ora procede molto speditamente. Ce ne accorgiamo all’inizio della scuola: non ci sono, a parte la pandemia, gli assembramenti e il chiasso di qualche anno fa, così cari alla gente, pure a chi si lamentava. Perfino nella movida abbondano ex giovani con tempie grigie, rispetto alla guagliunera rumorosa e sfrontata degli anni passati.
La qualità della vita è scadente per tutti, figuriamoci per gli anziani. A cominciare da assistenza sanitaria, trasporti, ecc. ecc. Eccetera: le nostre famose maglie nere!
E comunque, per questo incremento del numero degli anziani (nel giro di qualche decennio anche da noi un abitante su tre avrà più di 65 anni), la nostra città va riorganizzata e tanti servizi rimodulati: è una necessità, oltre che una scelta di civiltà.
Per gli anziani il Terzo Settore si batte, e tante realtà associative, come l’Auser, sono impegnate sul campo. Con obiettivi sempre più ambiziosi, di pari passo con il variare delle caratteristiche dei nuovi anziani: con maggiore aspettativa di vita, spesso in migliore salute, più istruiti, perfino con la voglia di essere più attivi e utili alla società. È nato così l’invecchiamento attivo, il volontariato civico, di comunità, degli anziani.
Il principio base dell’invecchiamento attivo è che ci sia per tutti assistenza e promozione. Per gli anziani fragili e/o non autosufficienti non può bastare l’assistenza, che certo deve essere adeguata per tutti, a cominciare dalla prevenzione; per loro fragili ci deve essere anche la promozione. Perché tutti devono poter esercitare i loro diritti di cittadini.
In termini concreti ciò significa, oltre l’assistenza, l’esercizio fisico, attività ludiche di tempo libero, turismo sociale e, soprattutto, occasioni di apprendimento permanente. Anche queste opportunità devono esserci per tutti. Sia per quelli che vogliono soddisfare antichi interessi e attitudini, messi da parte per necessità. Sia per quelli tornati ad essere analfabeti e che non manifestano alcun bisogno.
E per tutti ci sono i nuovi traguardi del sapere, il digitale, l’informatica: per non essere tagliati fuori dalla nuova società che si va a costituire, perché privi degli strumenti indispensabili e universali. Da internet, alla posta elettronica, all’accesso on line ai servizi.
Non siamo proprio all’anno zero. Esistono strumenti da subito disponibili come le reti territoriali per l’apprendimento permanente. Finora sulla carta, ma ci sono. C’è un’esperienza triennale importante di mettere insieme assistenza e promozione, anche per gli anziani: le agenzie di cittadinanza, una per municipalità. Da riprendere e potenziare. C’erano le iniziative per gli anziani d’estate, la stagione degli abbandoni e della solitudine, poi sono scomparse, ora vanno riprese.
In tempi di ristori e sussidi, è il caso di ricordare che occorre non monetizzare i servizi: vale per tutti ma soprattutto per gli anziani e per tutte le persone fragili.
Ovviamente ci sono problemi molto più complessi, a cominciare dal diritto di invecchiare a casa propria, che impone veri e propri piani di interventi strutturali, dotazione di strumenti domotici, lo studio e l’applicazione di varie forme di cohausing. Si dovrebbe cominciare da una straordinaria campagna ascensori. Ci sono tanti, troppi anziani, così come le persone con disabilità, condannati a restare chiusi in casa, perché non autosufficienti.
Per affrontare in modo organico tutte le problematiche delle persone anziane e per dare risposte non episodiche, per fare progetti e per portarli alla realizzazione, e gestirli, occorre costituire un assessorato per i cittadini anziani!
Intrufolandomi nella campagna elettorale di queste settimane, vedo non solo candidati in grado di recepire queste proposte, queste tematiche. Ma, al netto delle aspirazioni di ognuno, vedo personalità in grado di ricoprire questi ruoli, di assessore agli anziani, così come di assessore alla Cultura, ecc. Persone di grande spessore culturale, competenza ed esperienza. Coraggio. Che sia amministrata bene la città è la cosa di cui noi cittadini abbiamo più bisogno. Soprattutto gli anziani!

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